PM – PensieriMossi
Il blog di Progetto Marconi
Erano in due. Alle 19, in un corso normale di Torino. Diciott’anni pressappoco. Urlavano. Si spingevano contro i passanti. Manomettevano specchietti e tergicristalli. Sconnessi. Non facevano stare tranquilli. Dopo un bel po’ qualcuno ha chiamato il 112. I carabinieri li hanno intercettati. Fine del gioco.
Domanda: che fine hanno fatto quei due?
Sabato mattina 23 febbraio. In un parco normale, un grande parco. Un ragazzo di neanche 30 anni sta camminando. Un altro ragazzo di neanche 30 anni lo vede e decide di squarciargli la gola con un coltello da cucina dal colore fucsia. Dopo più di un mese quell’uomo col coltello si presenta ai carabinieri. Problemi con la felicità, dice. Fine.
Domanda: che fine farà?
Sabato sera, movida torinese nel centro vecchio. Centinaia di giovani che entrano ed escono dai locali. Tre di questi sbucano fuori da una birreria, finiscono al volo di bere. E lanciano le bottigliette di birra ad infrangersi contro il muro. Di lì alle 3 la piazza conta più vetro per terra che sulle vetrine di tutti i locali.
Domanda: quei tre ragazzi lo rifaranno?
Martedì notte. Mi sporgo per chiudere le persiane, affacciate ad un corso normale di Torino. Nel deserto di gente, vedo un tizio affrettarsi a girare l’angolo e aspettare. Impaziente. Sul corso rimane un taxi con le quattro frecce, che non lo vede. Ad un tratto gira l’angolo un altro uomo, che lo raggiunge. Il tempo di una cessione, ed entrambi si smarcano. Il primo si dirige verso il taxi.
Domanda: dov’è finito quel ragazzo impaziente? E l’altro. Dove finirà?
Mercoledì h 22.30. Mi fermo al semaforo di un grande corso normale. Sbucano dal buio di un grande parco due ragazzi. Lei finge normalità ma fatica ad andare dritta. Lui le sta vicino coperto dal cappuccio. Mi passano davanti. Guardo lei. Ha la faccia stravolta e guarda fisso avanti, come fosse su una fune tra due palazzi. Lui la trattiene perché non si è accorta che il semaforo è diventato rosso. Un gesto di protezione. Facce da ragazzi.
Domanda: che ne sarà di loro?
Cinque casi. Solo uno da copertina, gli altri di vita sbirciata. Storie chiuse in poche righe, riaperte da una domanda in fondo. Perché una storia non può mai finire così. Ha sempre bisogno di un epilogo felice. Me lo insegnava l’A-team anni fa e oggi Bing e l’orso di Masha.
L’epilogo felice è un’esigenza del nostro cervello, che in qualche modo deve sempre chiudere il cerchio. E l’epilogo felice ci sarà sempre.
Per averlo puoi scendere in strada coraggiosamente, puoi provare a fare qualcosa per questa società, puoi chiudere gli occhi, puoi dimenticare o cambiare canale. Vedi alternative?
Noi non siamo diversi qui in Via Belfiore 55. E le storie le riapriamo sempre con la stessa domanda:
Con quello che facciamo possiamo cambiare un po’ il mondo?
Mi esprimo in merito alla vicenda del accoltellamento dei murazzi, dove si’ e già’ costituito l’assassino; e un problema comune ,di cui bisogna parlarle con più’ persone e riunirsi per trattare il tema della delinquenza grave. Purtroppo il problema va rinvenuto alla fonte; Non e’ facile rimettere tutto a posto dopo che la casa e stata messa in totale disordine(metafora sull’immigrazione clandestina ecc). ci vuole molto tempo; persone valide ,con la testa sul collo, e molto ma molto impegno e pazienza!
grazie
Davide hai ragione su tutta la linea. L’importante è cominciare a fare qualcosa e qualcosa tutti i giorni. Per vedere prima o poi qualche risultato.