PM – PensieriMossi
Il blog di Progetto Marconi
Ho fatto un sogno.
Ho sognato me, da bambino.
C’era la neve, io la guardavo dalla finesta.
La nebbia attaccata ai vetri la scansavo con le dita, creando nel frattempo cagnolini senza coda. Erano gli anni in cui ero ancora multitasking.
Il cuore batteva forte, come se da quell’orizzonte mosso dai fiocchi dovesse arrivare dritta verso di me una slitta, cavalcata da quelche renna senza coda.
Non era ancora il giorno fatidico, ma il piacere sta nell’attesa.
Poi uscivo in strada, sperando che la neve avesse già fatto scomparti. Le macchine imbiancate, le strade imbiancate.
Guardavo i negozi, le mille luci colorate. I giochi, i regali, le sorprese. La voglia di scartare riflessa negli occhi.
L’albero da fare. Il giorno più bello, anzi no. Il secondo giorno più bello.
E poi il Natale. La notte che non passa, la sveglia prima dell’alba, i passi in salone, occhi a forma di meraviglia. E scartare, disordinare, giocare. Senza accorgersi che ad ogni carta riposta sfumava sempre più quel miracolo che capita solo a dicembre.
Mi sono svegliato.
C’è la neve. La odio dalla finestra.
Creo draghi con gli occhi mentre guardo dai vetri l’auto imbiancata. La mia.
Il cuore batte forte mentre mando in El Dorado quello davanti, che non va avanti nel serpentone di auto paralizzate per una” manciata di fiocchi”. La coda qui c’è.
Non è ancora Natale ma già spero in Ferragosto.
Guardo i negozi. E penso. Farò meglio dell’anno scorso? Arriverò anche quest’anno a cena con dodici pacchi, seduto ad un tavolo con quattordici persone? “Scusami, il tuo l’ho dimenticato a casa”. E il 27 di nuovo in giro a caccia.
L’albero. Perchè farlo se poi dobbiamo disfarlo? E’ evidente che porto dietro retaggi nati nel letto da “fare”.
E poi il Natale. Alle 6 i primi rumori, un’ora prima rispetto ai normali giorni di lavoro. La battaglia ha inizio intorno alle 7,30. Disordine, urla, “stai ferma che faccio la foto”. Ogni minuto mi accorgo che è un passo verso la fine del tunnel. Avevo dimenticato il pranzo con i parenti. E ritorna lo sconforto.
Quest’anno però ho deciso di vivere il Natale con uno spirito diverso.
Non è facile.
Ma ho trovato la soluzione.
Basta andare a dormire presto e sperare di fare sempre lo stesso sogno.
Tanti auguri da tutti noi!