PM – PensieriMossi
Il blog di Progetto Marconi
Di comunicazione se ne parla spesso negli ultimi anni. E’ un fenomeno che ha trovato una recente esplosione di massa, tra influencer televisione libri e corsi. Una delle reazioni può essere “Basta!”, come ad ogni tendenza vissuta in modalità invasione barbarica. Oppure si può leggere in un altro modo: come mai questo fenomeno? E’ un onda da cavalcare o ci si può la
sciar travolgere senza traumi? Noi siamo convinti che il tema della “comunicazione” sia fondamentale nella vita personale e professionale di ciascuno di noi. Comunicare vuol dire relazionarsi, obbligo naturale in ogni società. Farlo bene vuol dire trovare una migliore chiave di lettura di noi stessi e della realtà che ci circonda.
Ora non resta che inserirsi nel contesto migliore ove accrescere le nostre doti comunicative. E qui entra in gioco il nostro progetto aperto alle persone di buona volontà ma di palato fine quanto a buone formazione. Il corso – che inizierà il 31 gennaio – è creato e condotto da una top player del settore. La dott.ssa Laura Mari. Che incontriamo per due parole, in questa fredda giornata di dicembre.
Buongiorno Laura, in qualità di docente area comunicazione ti chiedo: cosa dobbiamo intendere per “comunicazione efficace”?
Buongiorno Max! La comunicazione, al fine di essere “efficace”, deve innanzitutto essere composta di molto buon senso. Mi spiego meglio: il rapporto comunicativo deve usare parole rispettose, accoglienti per colui che ci ascolta e, in generale, per ogni circostanza. La valorizzazione delle persone e del momento, rende vincente la situazione. Poi, spiegare le cose con linguaggio semplice, facilita il trasferimento comunicativo senza immobilizzare il cervello che, tendenzialmente, impegnato in comunicazioni complesse tende a fuggire.
Infine, definirei “comunicazione efficace” anche la sintesi comunicativa, nel pieno rispetto del proprio e dell’altrui tempo.
Quanto a tuo parere il “saper dire le cose” può spostare gli equilibri e far raggiungere il risultato?
Le parole sono il più potente strumento di libertà; si può scegliere cosa dire e cosa tacere, si possono usare per decidere come “sentirsi”, per variare il modo in cui vedere le cose. Nelle parole, l’individuo può autodeterminarsi, affermare se stesso, raggiungere risultati. Sono le Parole che si scelgono che decidono dove far andare, come stare, affermare chi si è.
Vediamo alla fine di ogni corso come gli allievi ti ricordino con grande entusiasmo, ti chiedo: in che cosa insisti di più in aula?
Più che insistere in aula, riteng
o si tratti di “entrare in stato” prima di incontrare la classe, riconoscere che da lì a breve si avrà la fortuna di incontrare altri individui, la loro disponibilità, la loro volontà, le loro emozioni, la loro eccellenza. Sono innamorata del mio lavoro e di quanto le Parole facilitino questa crescita costante in me e nelle persone che si affidano a me. E….quando si è innamorati, si è determinati!
La comunicazione efficace si esprime anche nei momenti di public speaking, altro corso di grande successo: è così differente affrontare una riunione con una decina di persone o affrontare una platea di cento partecipanti?
Tutto può essere differente se non si possiedono i giusti strumenti! Personalmente, ritengo che occorra abbandonare l’idea che “per affrontare” una platea occorra un talento naturale: tutti possono imparare a farlo, come detto, con i giusti strumenti. E’ fondamentale, in entrambi i casi da Te citati, sapere esattamente “cosa dire” e “come dirlo” ogni volta; ciò proprio al fine di “fare breccia” in coloro che ti ascoltano, pochi o tanti che siano. Più che soffermarmi sul numero di persone, Max, preferisco condividere con la classe la differenza tra una “buona presentazione” ed una “presentazione straordinaria“!
Grazie Laura!